Il Responsabile per la protezione dei dati (Data Protection Officer o DPO) è la figura di riferimento che ti aiuta a fare le cose bene e quindi a rispondere al principio della accountability, previsto dal Regolamento.
Il DPO deve conoscere la normativa e le prassi in materia di gestione dei dati personali e avere competenze tecniche ed informatiche in modo da garantire un’idonea protezione dei dati. È in altre parole una persona della compliance aziendale che spesso deve lavorare in team. Per alcuni settori deve avere una “robusta” esperienza dell’area di riferimento.
Può essere una figura interna (per esempio un dipendente dell’azienda) oppure soggetto esterno (per esempio un esperto di compliance aziendale o un auditor).
È il punto di contatto per interessati, autorità di controllo, soggetti interni all’organismo o all’ente: deve essere per questo esperto a gestire queste relazioni.
È un soggetto che deve essere dotato di autonomia ed indipendenza nello svolgimento dei propri compiti, per agevolare operazioni quali: accesso ai documenti e alle informazioni, svolgimento dell’esercizio di poteri investigativi, correttivi e di autorizzazione.
È obbligatorio per le pubbliche amministrazioni e per tutti i soggetti che trattano dati in maniera regolare e sistematica, su larga scala, oppure la cui principale attività consiste nel trattamento di dati sensibili come la salute, dati genetici e giudiziari.
Al di là dell’obbligatorietà o meno di nominare un DPO, è fortemente raccomandato effettuare una valutazione con il supporto di una figura professionale qualificata. L’autorità Garante a questo proposito ha fornito delle linee guida per meglio comprendere questi principi e la figura del DPO nella sua interezza.
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